Palazzo Chigi Odescalchi: visita “I segreti di Caravaggio” con permesso speciale

Ci sono giorni in cui Roma decide di svelare i suoi tesori più segreti. Uno di questi è l’apertura straordinaria di Palazzo Chigi Odescalchi, grazie a un permesso speciale della principessa Odescalchi. Affacciato tra Piazza Santi Apostoli e via del Corso, questo palazzo è un monumento che attraversa cinque secoli di storia aristocratica, teatro di trasformazioni architettoniche che hanno coinvolto alcuni dei più grandi protagonisti della scena artistica romana.

Nato nel pieno Cinquecento come residenza della potente famiglia Colonna, il palazzo venne in seguito affidato alle cure dell’architetto Carlo Maderno, che ne ridisegnò gli spazi secondo il gusto raffinato dell’epoca. Ma fu nel Seicento che l’edificio cambiò radicalmente volto: l’intervento di Gian Lorenzo Bernini trasformò l’antica residenza in uno dei modelli più influenti dell’architettura barocca europea, con una facciata che divenne presto punto di riferimento per generazioni di artisti e costruttori.

Nel Settecento, con l’acquisto da parte della famiglia Odescalchi, il palazzo conobbe un’ulteriore stagione di splendore. I nuovi proprietari ne affidarono l’ampliamento a due giganti dell’architettura: Luigi Vanvitelli e Nicola Salvi, che plasmarono un complesso monumentale in cui il fasto del barocco si fonde con l’eleganza settecentesca in un equilibrio di straordinaria armonia. Tra queste mura si sono avvicendati cardinali, principesse, diplomatici, collezionisti e figure di primo piano della vita culturale romana; nei saloni si è formata una delle quadrerie private più ricche e prestigiose della capitale, un patrimonio rimasto in larga parte inaccessibile.

Una volta varcata la soglia del maestoso appartamento tuttora abitato dalla Principessa Odescalchi, il focus della visita consiste nell’incontro con un capolavoro assoluto: la Conversione di San Paolo di Caravaggio, una delle pochissime opere del Merisi appartenenti ad un privato, visibile solo in rarissime circostanze. Si tratta della prima versione della Conversione destinata alla cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, commissionata nel settembre 1600 da Monsignor Tiberio Cerasi. La storia della tavola Odescalchi è avvincente e carica di mistero. Dopo essere stata sostituita nella cappella nel 1605, forse perché non perfettamente adatta allo spazio, forse perché giudicata insoddisfacente dal committente o dai suoi eredi, l’opera intraprese un lungo viaggio collezionistico. Passò nelle mani del cardinale romano Giacomo Sannesio, quindi nella raccolta di un nobile spagnolo, prima di tornare in Italia grazie all’acquisto di un aristocratico genovese. Da qui, per via ereditaria, giunse infine nella quadreria degli Odescalchi, dove è gelosamente custodita da generazioni e dove si conserva ancora oggi.

Per l’occasione, la visita sarà condotta da una guida d’eccezione: un curatore di mostre ed ex direttore di musei, profondo conoscitore dell’opera di Caravaggio e responsabile dell’organizzazione di numerose esposizioni di livello internazionale dedicate al Merisi, racconterà la Conversione di San Paolo e i segreti del grande Caravaggio.

 

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