Ricavato sulle antiche mura Aureliane, capolavoro di architettura militare avviato dall’imperatore Aureliano nel 271 d.C., sorge il maestoso complesso di Porta Pia, l’ultima opera concepita dal genio di Michelangelo Buonarroti – realizzata tra 1561 e 1565 – che ne immaginò la facciata e il cortile come un’unica grande scenografia teatrale.
In questo luogo straordinario sorge il Museo Storico dei Bersaglieri, una pagina viva della storia italiana. La sua collocazione non è casuale: si trova nel punto in cui, il 20 settembre 1870, il Regio Esercito Italiano, con in testa i Bersaglieri, aprì la celebre Breccia che pose fine allo Stato Pontificio e sancì definitivamente l’ingresso di Roma nel Regno d’Italia.
Ogni spazio del museo dialoga con il visitatore, restituendo la dimensione epica di uno dei corpi militari più distintivi e amati della nostra storia. La visita prende avvio nel cortile michelangiolesco, preludio all’ingresso nelle sale espositive. Il primo ambiente che si incontra è quello dedicato al fondatore del Corpo, il generale La Marmora, per poi proseguire nel Salone d’Onore e nel Sacrario: uno spazio monumentale di alto impatto emozionale, consacrato alla memoria degli oltre centomila caduti per la patria. Da qui il percorso continua nelle sale del Risorgimento italiano, dove uniformi, bandiere e armi d’epoca ricostruiscono la lunga strada verso l’Unità. In questa sezione, numerosi dipinti e opere di arte grafica illustrano gli episodi chiave del periodo – dalle battaglie di San Martino e Solferino alla Breccia di Porta Pia del 1870 – insieme ai ritratti dei protagonisti, come Goffredo Mameli, autore dell’inno nazionale italiano. Tra i capolavori ottocenteschi si distingue anche il ritratto del Re Vittorio Emanuele II di Savoia vestito da zuavo. Si prosegue poi verso la sezione dedicata alle campagne coloniali, dal primo sbarco dei bersaglieri in Eritrea nel 1885 fino alla conquista dell’Africa Orientale negli anni ’30 del secolo scorso. È poi la volta delle due Guerre Mondiali, che raccontano il valore dei Bersaglieri nella buona e nella avversa fortuna anche attraverso la celebrazione di figure emblematiche e degne della sceneggiatura di un film di Hollywood, come Enrico Toti, bersagliere romano e simbolo assoluto dell’eroismo italiano: amputato della gamba sinistra, attraversò l’Europa grazie a una bicicletta da lui stesso modificata per essere pedalata con una sola gamba. La sua straordinaria bicicletta è oggi conservata nel museo: un oggetto emozionante che racchiude la determinazione e la tenacia di un uomo divenuto leggenda.