La Basilica di Santa Cecilia a Trastevere è uno dei luoghi più incredibili e leggendari di tutta Roma.
È dedicata alla martire cristiana Cecilia che, rea di aver tentato di convertire il marito Valeriano e il fratello Tiburzio al cristianesimo, fu condannata a morte tra il 222 e il 230 d.C., durante il pontificato di Papa Urbano I. Fu sottoposta al supplizio del calidarium nel bagno della propria casa, gli attuali sotterranei della chiesa; scaduto il terzo giorno, non ancora soffocata dai vapori caldissimi, venne decapitata. Papa Urbano I la fece seppellire nelle Catacombe di San Callisto, sull’Appia antica. Nell’822 papa Pasquale I recuperò le spoglie di Cecilia dalle Catacombe e fece erigere sul luogo della sua abitazione, dove trovò la morte, la Basilica in suo onore ed un monastero, abitato dal 1344 dall’ordine degli Umiliati e dal 1527 dalle monache benedettine. Tra il XII e il XIII secolo fu aggiunto il chiostro, l’atrio e il campanile. Il pittore Pietro Cavallini, che fu probabilmente maestro di Giotto, affrescò nella Basilica, tra il 1289 ed il 1293, il meraviglioso e celeberrimo Giudizio Universale, di impostazione bizantina, in cui Cristo, rappresentato in trono, è circondato da angeli con trombe che chiamano a raccolta i beati ed i dannati, la Madonna e Giovanni Battista e, seduti su scranni, come in un coro, gli Apostoli. Sempre risalente al 1293 è un altro dei capolavori della Basilica: il ciborio gotico in marmi policromi realizzato da Arnolfo di Cambio nel presbiterio, che svetta su quattro colonne in marmo nero con capitelli corinzi. Meravigliosa anche la volta dell’abside, impreziosita da un mosaico risalente al IX secolo.
Nel 1599 avviene un evento eccezionale: venne riesumato il corpo di Santa Cecilia, che fu trovato in un sorprendente ottimo stato di conservazione, e allo scultore Stefano Maderno venne commissionata la statua in marmo, completata nell’anno del Giubileo del 1600, che riproduce l’esatta posizione in cui si trovava la Santa. L’opera, un vero capolavoro della scultura, presenta Cecilia distesa come se dormisse, con il volto rivolto a terra, ricoperto da un sottilissimo velo e con i segni delle ferite visibili sul collo.
L’anno successivo, il 1601, è la volta di un giovane Guido Reni, che realizza per la Basilica due meravigliosi dipinti: la Decollazione di Santa Cecilia e Le Nozze mistiche di Cecilia e Valeriano.
Le trasformazioni e gli abbellimenti della Basilica, che diventa sempre più un vero e proprio scrigno di capolavori, continuano anche nel XVIII secolo: nel 1723 Luigi Vanvitelli realizza i dipinti per la Cappella delle Reliquie, nel 1725 viene aggiunta la facciata scenografica e monumentale di Ferdinando Fuga, con antiche colonne di granito rosa e di marmo africano, mentre nel 1727 trova posto sulla volta della Basilica l’affresco di Sebastiano Conca Apoteosi di Santa Cecilia.
Partecipare a questa straordinaria visita guidata sarà come fare un viaggio nel tempo, che ci porterà nei sotterranei della Basilica, alla scoperta dell’antico impianto termale e delle abitazioni di epoca romana risalenti al I-II secolo d.C., dove visse Cecilia, di cui rimangono alcuni pavimenti a mosaico bianco e nero, per poi risalire in superficie ed ammirare i capolavori che, nell’arco di quasi cento anni, dal IX al XVIII secolo d.C., hanno reso la Basilica un luogo assolutamente unico e straordinario.