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SUMMARY:La Basilica di Santa Cecilia: un viaggio indietro nel tempo in uno scrigno di capolavori
DESCRIPTION:La Basilica di Santa Cecilia a Trastevere è uno dei luoghi più incredibili e leggendari di tutta Roma.
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SUMMARY:La Casa dei Cavalieri di Rodi
DESCRIPTION:La Casa dei Cavalieri di Rodi è uno dei gioielli segreti di Roma. Incastonato tra il Foro di Augusto e il Foro di Traiano\, il palazzo è il risultato di un’incredibile stratificazione lunga oltre duemila anni. \nNell’anno 2 a.C. viene inaugurato\, all’interno del Foro di Augusto\, il Tempio di Marte Ultore (dal latino Ultor = Vendicatore). Ottocento anni dopo\, quando il Foro di Augusto era già stato abbandonato\, sui resti del Tempio vengono edificati una chiesa e un monastero dedicati a San Basilio. Passano altri quattrocento anni e\, nel 1230\, il complesso passa ai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme\, conosciuti anche come Cavalieri di Rodi (oggi Cavalieri di Malta). Duecento anni dopo\, esattamente nel 1466\, il cardinale Marco Barbo\, nipote di papa Paolo II\, trasforma il palazzo in una sontuosa residenza rinascimentale che ancora oggi è possibile ammirare\, con eleganti soffitti lignei\, lussuosi saloni di rappresentanza\, preziose opere d’arte e la meravigliosa loggia ad otto arcate interamente affrescata\, dalla quale si affacciava il pontefice per la benedizione della folla. Nel 1566 l’Ordine dei Cavalieri si trasferisce sull’Aventino e papa Pio V affida la struttura alle Suore Domenicane\, che ampliano il complesso\, dedicandolo alla Santissima Annunziatina. Nel 1930 la porzione conventuale viene abbattuta nell’ambito dei lavori di demolizione per l’apertura di Via dell’Impero (oggi Via dei Fori Imperiali)\, inaugurata nel 1932. Nel secondo dopoguerra il palazzo viene restaurato e affidato nuovamente\, dal 1946\, al Sovrano Ordine di Malta. \nQuesto tour esclusivo consente di ripercorrere la storia millenaria di questo straordinario palazzo e di ammirare gli ambienti che lo impreziosiscono: il Salone d’Onore e la Sala della Loggetta\, con rivestimenti lignei e pitture ad affresco\, antiche carte geografiche e fregi marmorei provenienti dal Foro di Augusto\, la strepitosa loggia affrescata che affaccia sui Fori Imperiali e\, scendendo al livello sotterraneo\, la Cappella Palatina dedicata a San Giovanni Battista\, patrono dell’Ordine dei Cavalieri di Malta\, ricavata sui resti ancora visibili di un cortile di epoca romana con arcate in travertino\, su cui affacciava una grande insula (palazzo di condomini).
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LOCATION:Piazza del Grillo 1\, angolo via di Campo Carleo\, Piazza del Grillo 1\, angolo via di Campo Carleo\, Roma
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SUMMARY:Palazzo Firenze\, che fu residenza papale\, dimora nobiliare\, Ambasciata\, Ministero e circolo di intellettuali
DESCRIPTION:Palazzo Firenze è uno dei luoghi di Roma più ricchi di storia: fu residenza papale\, dimora nobiliare\, Ambasciata\, Ministero e circolo di intellettuali.
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LOCATION:Piazza di Firenze\, Piazza di Firenze\, Roma
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SUMMARY:Villino Boncompagni Ludovisi\, dove la moda incontra l’arte
DESCRIPTION:La visita al Villino Boncompagni Ludovisi è una duplice e sublime esperienza: l’edificio è un piccolo capolavoro del barocco con contaminazioni liberty\, la collezione racconta la storia del costume e dell’alta moda italiana nell’arco di un secolo.
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LOCATION:Museo Boncompagni Ludovisi\, Via Boncompagni 18\, Roma
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SUMMARY:Palazzo Baldassini\, un gioiello del Cinquecento a Roma
DESCRIPTION:Palazzo Baldassini è considerato uno dei migliori esempi di palazzi romani dell’inizio del Cinquecento. Questa visita si svolge eccezionalmente “a porte chiuse” e consente di ammirare gli ambienti più importanti del Palazzo.
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SUMMARY:La Galleria Corsini: i capolavori dell'arte in un'autentica quadreria settecentesca
DESCRIPTION:La Galleria Corsini non è soltanto un museo che custodisce celeberrime opere d’arte; è anche l’unica collezione d’arte settecentesca rimasta inalterata\, che consente di immergersi in un contesto autentico ed emozionante.
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LOCATION:Via della Lungara\, 10\, Via della Lungara 10
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SUMMARY:Museo Ninfeo: il giardino degli dèi
DESCRIPTION:Il Museo Ninfeo si estende in un’area di oltre 1000 metri quadrati e regala alla città uno dei suoi luoghi più affascinanti e misteriosi\, mostrando la trasformazione nei secoli del colle Esquilino. Inizialmente occupata da una vasta necropoli\, all’inizio del I secolo d.C. Lucio Elio Lamia\, un potente uomo politico\, vi edificò la sua sontuosa villa impreziosita da vasti giardini\, gli Horti Lamiani. Già alla metà del I secolo d.C. divenne proprietà imperiale e il susseguirsi degli imperatori che vi abitarono diede luogo a continui rimaneggiamenti\, poiché ognuno volle personalizzare la residenza a proprio gusto. D’impronta ellenistica\, l’interno degli Horti era costituito da edifici\, tempietti\, giardini\, piazze e boschetti\, dove i reperti rivelano anche la presenza di animali selvatici\, come leoni\, cerbiatti e struzzi\, e piante esotiche. Tra i reperti più preziosi\, troviamo i resti di una grande piazza con un ninfeo\, risalente all’epoca dell’imperatore Alessandro Severo\, due maschere del teatro greco\, realizzate con un impasto di polvere di marmo e tracce di colore – blu negli occhi e rosso nella capigliatura\, un grande affresco ricomposto grazie al ritrovamento di 90.000 frammenti e quattro ciotoline che recano al loro interno i pigmenti di colore utilizzati per dipingerlo. La visita guidata permette di scoprire\, anche grazie a un innovativo allestimento museale caratterizzato da illustrazioni ricostruttive\, animazioni e ricostruzioni in 3D\, i contesti originali e la vita quotidiana degli antichi romani. Infatti\, grazie ad un enorme quantità di variegati reperti – dalle decorazioni pittoriche e marmoree agli oggetti utilizzati nella vita quotidiana – il visitatore viene catapultato in un viaggio alla scoperta degli usi e dei costumi\, dei commerci e delle mode\, ma anche dei cibi e degli svaghi dei primi secoli dell’Impero Romano.
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LOCATION:Museo Ninfeo\, Piazza Vittorio Emanuele II 78\, Roma
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SUMMARY:Forma Urbis: la gigantesca mappa marmorea di Roma di quasi duemila anni fa
DESCRIPTION:Nel giorno di Ognissanti\, vi portiamo in uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi di Roma: la Cripta dei Frati Cappuccini in via Veneto\, nei sotterranei della Chiesa di Santa Maria della Concezione. Si tratta di una vera e propria “opera d’arte macabra”\, decorata con le ossa di 4.000 frati cappuccini morti tra il 1500 e il 1800. Un monumento funebre realizzato a metà del Settecento da un artista sconosciuto\, che disseminò le sei cappelle della Cripta di simboli del memento mori\, tutti realizzati con ossa umane\, tra cui orologi ossei e clessidre alate\, simboli dell’ineluttabilità della vita umana\, e uno scheletro che in una mano tiene una falce e nell’altra una bilancia\, a rappresentare l’inevitabilità della morte e la giustizia divina. Alle pareti sono ammassate migliaia di tibie\, teschi e femori a creare altari\, nicchie\, archi e altre strutture architettoniche presidiate da inquietanti scheletri vestiti con il saio francescano\, che attendono minacciosi il visitatore. Alcune cappelle sono caratterizzate dall’uso prevalente di un osso in particolare e ne portano il nome: la Cappella delle Tibie e dei Femori\, la Cappella dei Bacini e la Cappella dei Teschi. Anche la volta della Cripta è sontuosamente decorata con ossa umane: lampadari di vertebre\, fiori\, stelle e croci di tibie e peroni\, farfalle di falangi e coccigi\, rosoni e lesene di costole e clavicole.\nL’ingresso della Cripta è sormontato da un’inscrizione inequivocabile: “Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete”. \nQuesta eccezionale visita guidata prosegue poi nell’adiacente Museo\, che racconta la storia dell’ordine e le cui otto sale sono state ricavate in quello che originariamente era il Convento dei Cappuccini\, annesso alla chiesa barocca di Santa Maria della Concezione. Il percorso espositivo\, che presenta dipinti\, manoscritti\, oggetti sacri e paramenti liturgici\, culmina con un capolavoro: il San Francesco in Meditazione di Caravaggio\, dipinto dal Merisi nel 1606 appositamente per il Convento dei Cappuccini.
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LOCATION:Museo della Forma Urbis\, Viale di Parco del Celio 20\, Roma
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SUMMARY:I Sotterranei di San Martino ai Monti: quando i cristiani erano perseguitati
DESCRIPTION:Nel giorno di Ognissanti\, vi portiamo in uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi di Roma: la Cripta dei Frati Cappuccini in via Veneto\, nei sotterranei della Chiesa di Santa Maria della Concezione. Si tratta di una vera e propria “opera d’arte macabra”\, decorata con le ossa di 4.000 frati cappuccini morti tra il 1500 e il 1800. Un monumento funebre realizzato a metà del Settecento da un artista sconosciuto\, che disseminò le sei cappelle della Cripta di simboli del memento mori\, tutti realizzati con ossa umane\, tra cui orologi ossei e clessidre alate\, simboli dell’ineluttabilità della vita umana\, e uno scheletro che in una mano tiene una falce e nell’altra una bilancia\, a rappresentare l’inevitabilità della morte e la giustizia divina. Alle pareti sono ammassate migliaia di tibie\, teschi e femori a creare altari\, nicchie\, archi e altre strutture architettoniche presidiate da inquietanti scheletri vestiti con il saio francescano\, che attendono minacciosi il visitatore. Alcune cappelle sono caratterizzate dall’uso prevalente di un osso in particolare e ne portano il nome: la Cappella delle Tibie e dei Femori\, la Cappella dei Bacini e la Cappella dei Teschi. Anche la volta della Cripta è sontuosamente decorata con ossa umane: lampadari di vertebre\, fiori\, stelle e croci di tibie e peroni\, farfalle di falangi e coccigi\, rosoni e lesene di costole e clavicole.\nL’ingresso della Cripta è sormontato da un’inscrizione inequivocabile: “Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete”. \nQuesta eccezionale visita guidata prosegue poi nell’adiacente Museo\, che racconta la storia dell’ordine e le cui otto sale sono state ricavate in quello che originariamente era il Convento dei Cappuccini\, annesso alla chiesa barocca di Santa Maria della Concezione. Il percorso espositivo\, che presenta dipinti\, manoscritti\, oggetti sacri e paramenti liturgici\, culmina con un capolavoro: il San Francesco in Meditazione di Caravaggio\, dipinto dal Merisi nel 1606 appositamente per il Convento dei Cappuccini.
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LOCATION:Basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti\, Viale del Colle Oppio 28\, Roma
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SUMMARY:HALLOWEEN SPECIAL: il mistero della Cripta dei Cappuccini
DESCRIPTION:Nel giorno di Ognissanti\, vi portiamo in uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi di Roma: la Cripta dei Frati Cappuccini in via Veneto\, nei sotterranei della Chiesa di Santa Maria della Concezione. Si tratta di una vera e propria “opera d’arte macabra”\, decorata con le ossa di 4.000 frati cappuccini morti tra il 1500 e il 1800. Un monumento funebre realizzato a metà del Settecento da un artista sconosciuto\, che disseminò le sei cappelle della Cripta di simboli del memento mori\, tutti realizzati con ossa umane\, tra cui orologi ossei e clessidre alate\, simboli dell’ineluttabilità della vita umana\, e uno scheletro che in una mano tiene una falce e nell’altra una bilancia\, a rappresentare l’inevitabilità della morte e la giustizia divina. Alle pareti sono ammassate migliaia di tibie\, teschi e femori a creare altari\, nicchie\, archi e altre strutture architettoniche presidiate da inquietanti scheletri vestiti con il saio francescano\, che attendono minacciosi il visitatore. Alcune cappelle sono caratterizzate dall’uso prevalente di un osso in particolare e ne portano il nome: la Cappella delle Tibie e dei Femori\, la Cappella dei Bacini e la Cappella dei Teschi. Anche la volta della Cripta è sontuosamente decorata con ossa umane: lampadari di vertebre\, fiori\, stelle e croci di tibie e peroni\, farfalle di falangi e coccigi\, rosoni e lesene di costole e clavicole.\nL’ingresso della Cripta è sormontato da un’inscrizione inequivocabile: “Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete”. \nQuesta eccezionale visita guidata prosegue poi nell’adiacente Museo\, che racconta la storia dell’ordine e le cui otto sale sono state ricavate in quello che originariamente era il Convento dei Cappuccini\, annesso alla chiesa barocca di Santa Maria della Concezione. Il percorso espositivo\, che presenta dipinti\, manoscritti\, oggetti sacri e paramenti liturgici\, culmina con un capolavoro: il San Francesco in Meditazione di Caravaggio\, dipinto dal Merisi nel 1606 appositamente per il Convento dei Cappuccini.
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LOCATION:Museo e Cripta dei Cappuccini\, Via Vittorio Veneto 27\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Casa Litta - Palazzo Orsini
DESCRIPTION:La storia dell’edificio è un perfetto esempio del motivo per cui Roma è chiamata la Città Eterna. Eretto sulle rovine del Teatro di Marcello\, Palazzo Orsini si trova in una delle zone di maggior interesse storico e artistico di Roma\, tra il Foro e l’Isola Tiberina. L’edificio è molto imponente e unico nel suo genere\, essendo stato utilizzato nel corso dei secoli prima come teatro\, poi come fortezza e infine come residenza nobiliare delle potenti famiglie Savelli\, Sforza Cesarini e Orsini. Un’intera ala del Palazzo\, disposta su quattro piani\, è diventata proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1994\, grazie al generoso lascito della contessa Valeria Rossi di Montelera Litta Modignani\, prendendo il nome di Casa Litta – Palazzo Orsini. Oggi Casa Litta – Palazzo Orsini ospita l’Ambasciata del Sovrano Ordine di Malta presso la Santa Sede. \nNel 2021 è stata completata un’importante campagna di restauro\, volta a recuperare e proteggere una parte importante del patrimonio d’arte del Palazzo. Grazie a un permesso speciale concesso dall’Ambasciata dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede\, è possibile visitare il Palazzo e i sontuosi ambienti\, che custodiscono capolavori d’arte e arredi pregiati\, tra cui il Salone Verde\, il Salone Giallo e la Sala da Pranzo. Il Salone Verde presenta un soffitto ligneo a cassettoni dipinto con motivi floreali e affreschi decorativi lungo tutto il perimetro delle pareti\, raffiguranti putti che giocano\, intervallati ai quattro angoli da figure femminili che reggono stemmi e simboli araldici; il vero gioiello di questo ambiente è il Tavolo Borghese\, opera realizzata tra il 1634 e il 1635 da Alessandro Algardi per il principe Marcantonio Borghese\, modificato dal Valadier e poi confluito nelle collezioni di Casa Litta: si tratta di un esempio sbalorditivo del più sontuoso Barocco romano. Il Salone Giallo custodisce due arazzi – degli undici esistenti al mondo – facenti parte della serie Paesaggi con animali\, realizzati tra il 1611 e il 1614 dall’atelier di Caterine van Den Eynde\, che aveva avviato e diretto una delle più famose manifatture attive a Bruxelles tra la fine del Rinascimento e l’inizio del Barocco. Il primo arazzo\, Paesaggio con struzzi\, fu realizzato da Jan Raes II\, il più importante tessitore di Bruxelles\, all’inizio del XVII secolo. Il secondo arazzo\, sempre di Jan Raes II\, è Leopardo su uno stagno\, appartenente alla stessa serie commissionata dal cardinale Alessandro Peretti Montalto\, uno dei grandi collezionisti cardinalizi del XVI e XVII secolo\, ed esposto per la prima volta a Roma circa 400 anni fa; gli arazzi entrarono poi a far parte delle collezioni dei Chigi\, dei Torlonia e degli Sforza Cesarini. Altri sei magnifici arazzi a grottesche adornano la Sala da Pranzo; furono disegnati da Jean-Baptiste Monnoyer e sono databili tra il 1690 ed il 1711 circa.
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LOCATION:Palazzo Orsini\, Via di Monte Savello\, 30\, Roma
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SUMMARY:L'Auditorium di Mecenate: storia di una scoperta sensazionale
DESCRIPTION:Gaio Cilnio Mecenate (68 a.C. – 8 a.C.)\, amico del primo imperatore di Roma\, Ottaviano Augusto\, fu uno degli uomini più ricchi e potenti della Roma antica. Fece edificare una sontuosa villa nel quartiere dell’Esquilino\, adornata da giardini lussureggianti\, boschetti\, fontane\, statue: i celeberrimi Horti di Mecenate. Uomo di grande cultura\, Mecenate fondò un circolo di intellettuali e poeti – di cui facevano parte\, tra gli altri\, Virgilio\, Orazio\, Livio e Ovidio – che si riuniva presso la sua sfarzosa residenza: il “circolo letterario di Mecenate”. \nPer secoli si pensò che l’intera domus e i suoi tesori fossero andati completamente perduti\, fatti salvi i reperti esposti ai Musei Capitolini nelle “Sale degli Horti di Mecenate”\, fino al colpo di scena del 1847: durante i lavori di costruzione del nuovo quartiere Esquilino\, venne clamorosamente ritrovato un grande ambiente facente parte dei gloriosi Horti: un’ampia sala semisotterranea larga 13 metri e lunga 24\, dotata di un’abside semicircolare e una gradinata costituita da sette stretti gradini concentrici. Agli scopritori parve essere un Auditorium\, un ambiente\, cioè\, dedicato a spettacoli teatrali e musicali\, ma gli studiosi sono oggi unanimemente concordi nel ritenerlo invece un meraviglioso “triclinio estivo”\, cioè una sala per banchetti\, nella quale Mecenate e gli intellettuali si incontravano\, riuniti intorno a triclini (letti su cui i romani si sdraiavano per mangiare) e tavoli imbanditi con le succulente pietanze che il padrone di casa offriva ai suoi importanti ospiti. La sala seminterrata garantiva un piacevole fresco anche durante i mesi più caldi e le gradinate\, erroneamente ritenute gli spalti di un Auditorium\, erano in realtà parte di un meraviglioso ninfeo\, una fontana monumentale con una cascatella che dolcemente scendeva lungo i gradini\, allietando il cenacolo degli intellettuali. \nLe decorazioni pittoriche\, ancora oggi visibili\, consentono di intravedere la magnificenza di questo luogo un tempo immerso nella natura: le nicchie della sala furono affrescate con scene naturalistiche come se fossero delle finestre aperte su rigogliosi giardini con piante e fiori\, uccellini che spiccano il volo\, balaustre\, vasche e fontane. Alcune decorazioni pittoriche hanno lo sfondo di colore rosso cinabro\, un pigmento che all’epoca era molto costoso e che solo le persone particolarmente facoltose potevano permettersi; altri affreschi raffigurano invece scene dionisiache\, richiamando la funzione conviviale del triclinio. \nQuesta visita speciale è un viaggio indietro nel tempo: sarà come tornare al I secolo dopo Cristo ed entrare nel cuore degli Horti\, ospiti di Mecenate\, all’interno del suo incantevole e raffinato triclinio-ninfeo.
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SUMMARY:Alla scoperta dell’arte contemporanea: incontro con due artiste internazionali nel loro studio-atelier
DESCRIPTION:Vi affascina l’arte contemporanea ma faticate ad entrare in connessione con le opere che vedete nelle gallerie e nei musei? Vi siete mai chiesti come nasce un’opera d’arte? Vorreste scoprire come vive e lavora oggi un artista e da cosa è influenzato nell’evoluzione della propria poetica? \nSe amate l’arte e siete curiosi di scoprire cos’e l’arte contemporanea\, questa è l’occasione per giusta per voi! Vi immergerete nel dietro le quinte della vita di due artiste di fama internazionale che vi guideranno in un viaggio alla scoperta dei segreti dell’arte contemporanea. \nL’arte contemporanea\, spesso criptica\, è l’espressione della cultura della nostra epoca e ci permette di percepire lo spirito e i sentimenti del nostro tempo. L’arte proietta sempre l’essenza più vera dei valori e delle questioni che affliggono l’uomo e riuscire a comprenderla e apprezzarla ci permette di svelare la natura stessa dell’uomo contemporaneo: i desideri\, le paure\, le aspirazioni e lo slancio verso il futuro. \nQuesto evento speciale vi consentirà di entrare in contatto con il mondo dell’arte contemporanea\, grazie a due artiste attive a livello internazionale che vi ospiteranno all’interno del loro studio-atelier\, dove quotidianamente lavorano all’ideazione\, alla progettazione e alla realizzazione delle loro creazioni artistiche. \nFrancesca Romana Pinzari e Flavia Bigi vi accompagneranno in un racconto emozionante sulla propria vita e carriera artistica\, mostrando le opere d’arte presenti nell’atelier e illustrando la poetica che è alla base della loro ricerca artistica e del loro pensiero creativo. \n  \nLE ARTISTE\nFrancesca Romana Pinzari\nE’ un’artista visiva internazionale che lavora con diversi medium tra i quali pittura\, scultura\, installazione e performance.\nLa sua ricerca parte dal corpo per parlare d’identità fisica\, culturale\, spirituale e religiosa.\nConcetti come la violenza domestica o le radici culturali vengono affrontati con un approccio di stampo performativo che porta l’artista alla realizzazione anche di manufatti scultorei\, pittorici o installativi di diversa natura a seconda del progetto espositivo.\nMolti dei suoi materiali li trova passeggiando nei boschi come arbusti spinosi\, esoscheletri di cicale\, pelli di serpente o aculei di istrice.\nNelle sue installazioni e disegni\, fatti di crini di cavallo e di suoi stessi capelli intrecciati\, il rapporto con il corpo e l’organico diventa immediato\, mentre\, nella creazione di cristalli\, il lento e laborioso rituale alchemico\, che svolge in solitaria nel suo laboratorio\, non è visibile\, ma si lascia intuire dal prezioso ed inusuale materiale che ricopre le sue sculture.\nHa esposto i suoi lavori in Italia e all’estero in numerose gallerie e musei pubblici\, tra cui l’open studio della School of Visual Arts a New York\, i musei di Kajaani\, Kokkola e Kotka in Finlandia\, il Kunsthalle Museum di Bratislava in Slovacchia\, il Museo Galeria Miejska BWA Bydgoszcz in Polonia\, il MACRO Testaccio a Roma\, il Kunstquartier Bethanien Museum di Berlino\, il Museo di Arte Contemporanea di San Paolo in Brasile\, il Palazzo Ducale di Gubbio\, il Museo Villa Croce di Genova\, il Museo Civico Palazzo della Penna a Perugia e Palazzo Collicola a Spoleto.\nAttualmente è in mostra in Austria\, presso la Galleria Artosphaere di Puchenau. \nFlavia Bigi\nNata a Siena\, vive e lavora tra Roma e Strasburgo.\nFlavia Bigi esplora diversi media (disegno\, incisione\, pittura\, video\, scultura e installazione) per analizzare i condizionamenti socio-culturali che le strutture in senso lato provocano sulla percezione dell’identità.\nNel suo lavoro\, l’artista offre una visione di sviluppo dell’io connesso alla società\, alla ricerca di soluzioni di crescita e connessione umana.\nFlavia Bigi ha esposto il suo lavoro in mostre presso gallerie e musei in Italia\, Francia\, Finlandia\, Austria\, Slovacchia\, Cina\, Germania\, Repubblica Ceca\, Stati Uniti e Grecia.\nI suoi progetti sono stati presentati alle Fiere Internazionali di Parigi\, Bolzano\, Basilea\, Venezia\, Roma e New York.\nMostre personali: Galleria Gallerati\, Roma (giugno 2024); Circolo del Ministero Affari Esteri di Roma (2022); Spazio Contemporaneo Agora\, Palermo (2018); Istituto Francese di Cultura\, Bratislava (2015); Museo d’Arte Contemporanea\, Žilina – Slovacchia (2013); Galerie Vanessa Quang a Parigi (2013); Segretariato delle Nazioni Unite\, New York (2005)\nMostre collettive e fiere: Museum Angerlehener\, Wels – Austria (2025); Galerie Artosphaere\, Puchenau – Austria (2024); Museo di Arte Contemporanea Villa Croce di Genova (2023); Palazzo Granafei-Nervegna\, Brindisi (2021); Open Doors\, Todi (2019); Museo Civico di Palazzo della Penna\, Perugia (2018); H.Renlund Museum Kokkola\, Kokkola – Finlandia (2017); Museo della Kymenlaakso\, Kotka – Finlandia (2017); L29\, Roma (2017); Taidemuseo Kajaani – Finlandia (2016); LAB Kunsthalle Bratislava – Slovacchia (2015); Video Biennale di Penne – Italia (2013); Art Paris (2013); Museo delle Culture del Mondo\, Genova (2011); Institute for Public Knowledge\, New York (2011); Volta Basel (2009)\nPremi: Finalista Arteam Cup 2023; Finalista Arteam Cup 2022; Vincitrice Premio Memorie Fondazione Floridi Doria Pamphilj\nCollezioni: Collezione Farnesina Arte Contemporanea\, Circolo del Ministero degli Affari Esteri
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