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SUMMARY:La Chiesa del Gesù e le Stanze di Ignazio da Loyola: incredibili illusioni ottiche e spettacolari macchine teatrali
DESCRIPTION:La Chiesa del Gesù a Roma rappresenta una delle più alte espressioni dell’arte barocca; custodisce straordinari capolavori tra cui monumentali dipinti illusionistici\, sorprendenti macchine meccaniche\, sontuose decorazioni in oro e pietre preziose e vide impegnati nella sua realizzazione alcuni tra i più importanti artisti dell’epoca. \nFu costruita per volere di Ignazio di Loyola; il progetto\, affidato nel 1551 all’architetto fiorentino Nanni di Baccio Biggio\, fu modificato da Michelangelo\, realizzato da Jacopo Barozzi\, detto “Il Vignola”\, e completato da Giacomo Della Porta nel 1584. L’impatto\, entrando nella Chiesa\, è spettacolare\, grazie ad un’unica\, vasta navata che indirizza l’attenzione dei fedeli verso l’altare. \nLa spettacolare volta\, dipinta tra il 1674 e il 1679 da Giovanni Battista Gaulli\, detto il Baciccia\, è considerata uno dei grandi capolavori del Seicento romano. Si tratta di un monumentale dipinto illusionistico\, il Trionfo del nome di Gesù\, in cui grazie all’uso spregiudicato dell’effetto della prospettiva aerea\, i personaggi raffigurati “sfondano” la cornice dell’affresco; alcuni sembrano salire\, attirati dalla luce divina\, altri – gli angeli ribelli – sembrano precipitare verso il basso\, come se cadessero verso i fedeli. \nAl Baciccia si deve anche la realizzazione della sontuosa Cappella di Sant’Ignazio di Loyola; un incredibile progetto architettonico e pittorico che\, tra il 1695 e il 1699\, vide impegnati oltre cento tra artigiani e artisti. La Cappella custodisce la tomba del santo\, decorata con oro\, bronzo\, marmo e pietre preziose. \nL’altro incredibile capolavoro della Chiesa è l’altare\, che custodisce un segreto: la strabiliante “macchina barocca”\, che si attiva ogni giorno alle 17\,30. Grazie ad un meccanismo a bilancieri\, il grande dipinto di Andrea Pozzo che copre la nicchia dell’altare sale e scende come se fosse sipario teatrale\, svelando una statua dedicata a Sant’Ignazio di Loyola\, con un accompagnamento musicale di sottofondo. Si tratta di un’opera scenografica\, ideata dallo stesso Andrea Pozzo per stupire ed incantare i fedeli. \nMa le sorprese non sono finite qui. La nostra visita guidata prosegue verso le stanze in cui visse Sant’Ignazio. Risalgono al 1543 e sono praticamente intatte; gli ambienti sono collegati da un corridoio illusionistico progettato da Andrea Pozzo fra il 1682 e il 1686 e affrescato dal Borgognone. Qui\, il visitatore rimane sbalordito di fronte alle mirabili prospettive ideate da Pozzo\, capace di trasformare le superfici piatte del corridoio in un incredibile trionfo di architetture\, personaggi che sembrano fuoriuscire dalle pareti\, finte travi\, colonne e balaustre. Una meraviglia che “funziona” solo in un punto; stazionando infatti su una rosa marmorea disegnata sul pavimento\, il gioco delle illusioni magicamente prende vita\, ma basta spostarsi perché tutto ciò che ci circonda crolli inesorabilmente. Nelle intenzioni di Andrea Pozzo ciò non costituisce soltanto un artificio prospettico\, ma anche il significato più profondo di una dottrina teologica che invita il fedele a considerare la realtà da un unico punto di vista\, quello divino.
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SUMMARY:L’Acquedotto Vergine e i segreti della Fontana di Trevi
DESCRIPTION:L’Acquedotto Vergine (Aqua Virgo) è l’unico acquedotto di Roma antica rimasto ininterrottamente in funzione sino ai nostri giorni. Costruito da Agrippa\, genero dell’imperatore Augusto\, nel 19 a.C. per alimentare le Terme in Campo Marzio\, è una straordinaria opera di ingegneria idraulica: con una lunghezza di oltre 20 chilometri\, l’acqua scorreva dalla sorgente presso il fiume Aniene fino al centro della città in un percorso prevalentemente sotterraneo con una portata giornaliera di 2.504 quinarie (pari a 1.202 litri al secondo)\, una pendenza massima di 30 centimetri per chilometro e un dislivello di appena 6 metri dalla sorgente al punto terminale.Nel 1731 papa Clemente XII bandì un concorso\, vinto da Nicola Salvi\, per la costruzione di una grande fontana monumentale in corrispondenza del punto di arrivo dell’Acquedotto Vergine\, la Fontana di Trevi. Dopo trent’anni di lavori\, la fontana venne inaugurata il 22 maggio 1762\, sotto il pontificato di papa Clemente XIII.\nAncora oggi l’Acquedotto Vergine alimenta numerose fontane monumentali\, tra cui la Barcaccia a Piazza di Spagna e la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona\, oltre alla Fontana di Trevi\, che riceve un getto continuo di 120 litri al secondo. \nQuesto straordinario tour\, suddiviso in tre tappe\, conduce “dietro le quinte”\, alla scoperta dell’Acquedotto ancora funzionante sotto alla Fontana di Trevi. Dapprima si scende sottoterra per visitare l’area archeologica del Vicus Caprarius\, dove è possibile ammirare il castellum acquae\, l’antico serbatoio idrico dell’Acquedotto dove ancora oggi\, dopo duemila anni\, sgorga l’acqua. Si prosegue poi nel seminterrato de La Rinascente\, per osservare un grande tratto dell’Acquedotto rinvenuto durante i lavori di ristrutturazione: ben 15 arcate che testimoniano la grandiosità dell’Aqua Virgo\, anche grazie a un suggestivo racconto virtuale proiettato direttamente sulle arcate dell’Acquedotto. Infine si ritorna in superficie e la visita si conclude davanti alla Fontana di Trevi\, per conoscere altri segreti di uno tra i monumenti più famosi al mondo.
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SUMMARY:Museo Ninfeo: il giardino degli dèi
DESCRIPTION:Il Museo Ninfeo si estende in un’area di oltre 1000 metri quadrati e regala alla città uno dei suoi luoghi più affascinanti e misteriosi\, mostrando la trasformazione nei secoli del colle Esquilino. Inizialmente occupata da una vasta necropoli\, all’inizio del I secolo d.C. Lucio Elio Lamia\, un potente uomo politico\, vi edificò la sua sontuosa villa impreziosita da vasti giardini\, gli Horti Lamiani. Già alla metà del I secolo d.C. divenne proprietà imperiale e il susseguirsi degli imperatori che vi abitarono diede luogo a continui rimaneggiamenti\, poiché ognuno volle personalizzare la residenza a proprio gusto. D’impronta ellenistica\, l’interno degli Horti era costituito da edifici\, tempietti\, giardini\, piazze e boschetti\, dove i reperti rivelano anche la presenza di animali selvatici\, come leoni\, cerbiatti e struzzi\, e piante esotiche. Tra i reperti più preziosi\, troviamo i resti di una grande piazza con un ninfeo\, risalente all’epoca dell’imperatore Alessandro Severo\, due maschere del teatro greco\, realizzate con un impasto di polvere di marmo e tracce di colore – blu negli occhi e rosso nella capigliatura\, un grande affresco ricomposto grazie al ritrovamento di 90.000 frammenti e quattro ciotoline che recano al loro interno i pigmenti di colore utilizzati per dipingerlo. La visita guidata permette di scoprire\, anche grazie a un innovativo allestimento museale caratterizzato da illustrazioni ricostruttive\, animazioni e ricostruzioni in 3D\, i contesti originali e la vita quotidiana degli antichi romani. Infatti\, grazie ad un enorme quantità di variegati reperti – dalle decorazioni pittoriche e marmoree agli oggetti utilizzati nella vita quotidiana – il visitatore viene catapultato in un viaggio alla scoperta degli usi e dei costumi\, dei commerci e delle mode\, ma anche dei cibi e degli svaghi dei primi secoli dell’Impero Romano.
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LOCATION:Museo Ninfeo\, Piazza Vittorio Emanuele II 78\, Roma
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SUMMARY:Venerabile Collegio Inglese
DESCRIPTION:Il Venerabile Collegio Inglese apre per la prima volta le sue porte al pubblico\, consentendo di ammirare settecento anni di storia di uno straordinario complesso che fu un ospizio per pellegrini\, la sede di una confraternita\, un palazzo nobiliare\, una caserma di soldati francesi durante l’occupazione napoleonica a Roma e\, dal 1579\, un seminario\, ruolo che riveste ancora oggi. \nIl Venerabile Collegio Inglese è la più antica istituzione inglese al di fuori dell’Inghilterra ed ha ospitato nel corso della sua storia cardinali\, monarchi\, politici e intellettuali\, tra cui Thomas Cromwell e John Milton. Fu fondato come ospizio per pellegrini inglesi e gallesi nel 1362\, con annessa una chiesa  dedicata alla Santissima Trinità e a San Tommaso di Canterbury. Nel 1412 la corona inglese aveva già iniziato ad interessarsi all’istituto\, che costituiva un punto di riferimento per intessere relazioni con la curia papale; ben presto\, insieme ai pellegrini e agli studenti prendevano alloggio i diplomatici inglesi. Riccardo III fece donazioni all’ospizio inglese che\, a partire dal 1485\, durante il regno di Enrico VII\, era conosciuto come “l’Ospizio del Re”; in occasione dell’Anno Santo del 1500\, all’apice della sua ricchezza\, fornì alloggio a 750 pellegrini. Nel 1579 l’istituzione entrò in una nuova fase della sua esistenza: Papa Gregorio XIII emanò la Bolla di Fondazione del Collegio Inglese\, e all’ospizio venne aggiunto un seminario. Iniziò poco dopo l’età dei martiri: la regina Elisabetta I d’Inghilterra\, scomunicata da Papa Pio V\, nel 1585 vietò ai preti cattolici di entrare nel regno pena la morte\, e così gli studenti del Collegio che facevano ritorno in patria come sacerdoti andavano incontro alla persecuzione e al martirio. Nel 1654 il Collegio comprò la proprietà adiacente che al tempo ospitava la Prigione della Corte Savelli ed ebbe inizio una ristrutturazione che trasformò il complesso in un vero e proprio palazzo nobiliare. Nel 1798 Napoleone invase Roma e le sue truppe occuparono e saccheggiarono il Collegio e l’ospizio\, che caddero in stato di abbandono; dopo la sconfitta dei francesi\, avvenuta nel 1818\, venne ripristinato solo il Collegio che a metà dell’Ottocento visse una seconda età d’oro\, che ne accrebbe la fama a Roma e in Inghilterra e Galles. Curiosamente\, fu grazie al Venerabile Collegio Inglese che il gioco del calcio arrivò a Roma: nel 1892\, un gruppo di seminaristi inglesi\, allenati dal rettore del Collegio\, iniziarono a praticare uno sport che nessuno\, nella città eterna\, ancora conosceva. Oggi\, il Venerabile Collegio Inglese continua a svolgere la sua funzione\, formando ogni anno circa trenta persone tra seminaristi e sacerdoti. \nIl percorso di visita conduce attraverso secoli di arte e di storia. La Chiesa di San Tommaso di Canterbury\, interna al Collegio\, ospita sull’altare maggiore il capolavoro di Durante Alberti\, Santissima Trinità con angeli e i santi Tommaso di Canterbury e Edmondo\, Re e Martire\, risalente al 1581\, mentre sul matroneo (la loggia posta sopra alle due navate laterali)\, è possibile ammirare un eccezionale ciclo di 34 dipinti dal Pomarancio raffiguranti\, con brutali dettagli\, le storie dei santi e martiri inglesi e gallesi. La Cappella dei Martiri\, costruita tra il 1680 e il 1690\, è stupendamente affrescata dal pittore gesuita Andrea Pozzo\, celebre per le prospettive eccezionali\, e custodisce la pala d’altare di Pier Leone Ghezzi\, che raffigura il martirio di San Tommaso da Canterbury. Il Refettorio è impreziosito dal dipinto monumentale Cristo nella casa del fariseo e dall’affresco di San Giorgio e il Drago di Andrea Pozzo. Negli altri ambienti visitabili del Collegio è esposta una moltitudine di opere che ricordano la millenaria storia dell’istituto\, tra cui: uno stemma reale inglese del 1412\, un tempo collocato sopra al portone d’ingresso; un memoriale datato 1525 dedicato al Vescovo John Clerk\, che riformò il Collegio tra il 1523 e il 1525; un bassorilievo medievale raffigurante animali selvatici; i terminali intagliati delle travi lignee della chiesa di epoca medievale; stemmi e ritratti dei Cardinali inglesi dal XVI secolo in avanti. Il giardino\, infine\, presenta interessanti frammenti provenienti dall’antica chiesa medievale.
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DESCRIPTION:Il Venerabile Collegio Inglese apre per la prima volta le sue porte al pubblico\, consentendo di ammirare settecento anni di storia di uno straordinario complesso che fu un ospizio per pellegrini\, la sede di una confraternita\, un palazzo nobiliare\, una caserma di soldati francesi durante l’occupazione napoleonica a Roma e\, dal 1579\, un seminario\, ruolo che riveste ancora oggi. \nIl Venerabile Collegio Inglese è la più antica istituzione inglese al di fuori dell’Inghilterra ed ha ospitato nel corso della sua storia cardinali\, monarchi\, politici e intellettuali\, tra cui Thomas Cromwell e John Milton. Fu fondato come ospizio per pellegrini inglesi e gallesi nel 1362\, con annessa una chiesa  dedicata alla Santissima Trinità e a San Tommaso di Canterbury. Nel 1412 la corona inglese aveva già iniziato ad interessarsi all’istituto\, che costituiva un punto di riferimento per intessere relazioni con la curia papale; ben presto\, insieme ai pellegrini e agli studenti prendevano alloggio i diplomatici inglesi. Riccardo III fece donazioni all’ospizio inglese che\, a partire dal 1485\, durante il regno di Enrico VII\, era conosciuto come “l’Ospizio del Re”; in occasione dell’Anno Santo del 1500\, all’apice della sua ricchezza\, fornì alloggio a 750 pellegrini. Nel 1579 l’istituzione entrò in una nuova fase della sua esistenza: Papa Gregorio XIII emanò la Bolla di Fondazione del Collegio Inglese\, e all’ospizio venne aggiunto un seminario. Iniziò poco dopo l’età dei martiri: la regina Elisabetta I d’Inghilterra\, scomunicata da Papa Pio V\, nel 1585 vietò ai preti cattolici di entrare nel regno pena la morte\, e così gli studenti del Collegio che facevano ritorno in patria come sacerdoti andavano incontro alla persecuzione e al martirio. Nel 1654 il Collegio comprò la proprietà adiacente che al tempo ospitava la Prigione della Corte Savelli ed ebbe inizio una ristrutturazione che trasformò il complesso in un vero e proprio palazzo nobiliare. Nel 1798 Napoleone invase Roma e le sue truppe occuparono e saccheggiarono il Collegio e l’ospizio\, che caddero in stato di abbandono; dopo la sconfitta dei francesi\, avvenuta nel 1818\, venne ripristinato solo il Collegio che a metà dell’Ottocento visse una seconda età d’oro\, che ne accrebbe la fama a Roma e in Inghilterra e Galles. Curiosamente\, fu grazie al Venerabile Collegio Inglese che il gioco del calcio arrivò a Roma: nel 1892\, un gruppo di seminaristi inglesi\, allenati dal rettore del Collegio\, iniziarono a praticare uno sport che nessuno\, nella città eterna\, ancora conosceva. Oggi\, il Venerabile Collegio Inglese continua a svolgere la sua funzione\, formando ogni anno circa trenta persone tra seminaristi e sacerdoti. \nIl percorso di visita conduce attraverso secoli di arte e di storia. La Chiesa di San Tommaso di Canterbury\, interna al Collegio\, ospita sull’altare maggiore il capolavoro di Durante Alberti\, Santissima Trinità con angeli e i santi Tommaso di Canterbury e Edmondo\, Re e Martire\, risalente al 1581\, mentre sul matroneo (la loggia posta sopra alle due navate laterali)\, è possibile ammirare un eccezionale ciclo di 34 dipinti dal Pomarancio raffiguranti\, con brutali dettagli\, le storie dei santi e martiri inglesi e gallesi. La Cappella dei Martiri\, costruita tra il 1680 e il 1690\, è stupendamente affrescata dal pittore gesuita Andrea Pozzo\, celebre per le prospettive eccezionali\, e custodisce la pala d’altare di Pier Leone Ghezzi\, che raffigura il martirio di San Tommaso da Canterbury. Il Refettorio è impreziosito dal dipinto monumentale Cristo nella casa del fariseo e dall’affresco di San Giorgio e il Drago di Andrea Pozzo. Negli altri ambienti visitabili del Collegio è esposta una moltitudine di opere che ricordano la millenaria storia dell’istituto\, tra cui: uno stemma reale inglese del 1412\, un tempo collocato sopra al portone d’ingresso; un memoriale datato 1525 dedicato al Vescovo John Clerk\, che riformò il Collegio tra il 1523 e il 1525; un bassorilievo medievale raffigurante animali selvatici; i terminali intagliati delle travi lignee della chiesa di epoca medievale; stemmi e ritratti dei Cardinali inglesi dal XVI secolo in avanti. Il giardino\, infine\, presenta interessanti frammenti provenienti dall’antica chiesa medievale.
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