Palazzo Firenze è uno dei luoghi di Roma più ricchi di storia: fu residenza papale, dimora nobiliare, Ambasciata, Ministero e circolo di intellettuali.
Venne edificato nella prima metà del Cinquecento per volere di Jacopo Cardelli, segretario di papa Leone X, che nel 1516 acquistò un appezzamento di terreno nel Rione Campo Marzio per costruirvi una dimora. Nel 1551 l’edificio venne acquisito da Papa Giulio III Del Monte, che attuò importanti interventi di ristrutturazione e abbellimento, incaricando dei lavori l’architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati e affidando al pittore bolognese Prospero Fontana le decorazioni pittoriche.
Nel 1561 il palazzo passò al Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici, che affidò la ristrutturazione dell’edificio a Baldovino del Monte, forse su progetto del Vignola, mentre il pittore Jacopo Zucchi (1540-90), allievo del Vasari, si occupò delle decorazioni. Il palazzo divenne così la residenza romana dei Medici e la sede dell’Ambasciata del Granducato di Toscana; al piano terra si trovava l’ufficio postale per la Toscana e per l’Emilia e dalla piazza antistante partiva la corriera postale per Firenze. Sotto i Medici il palazzo rappresentò uno dei principali punti di riferimento della vita mondana di Roma: il cardinale Ferdinando I de’ Medici organizzava feste sontuose e grandiosi banchetti. Nel 1737 fu la volta dei granduchi di Lorena, che presero possesso del palazzo fino a che, nel 1872, divenne sede del Ministero di Grazia e Giustizia del Regno d’Italia.
Dal 1926 è la sede della Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un circolo di intellettuali guidati da Giosue Carducci e che ha come obiettivo la “promozione della cultura e dell’arte, la tutela e la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore per la cultura, la civiltà e la lingua italiana”.
Questa visita esclusiva consente di ammirare gli ambienti sublimi di Palazzo Firenze: la celebre Loggia del Primaticcio, la sorprendente sala in rosso pompeiano nota come Camerino dei Continenti, così chiamata per via del riquadro centrale che raffigura Asia, Africa ed Europa, e la Sala del Granduca, tutte decorate da Prospero Fontana tra il 1553 e il 1555; e inoltre le sontuose sale “degli elementi” e “delle stagioni”, realizzate tra il 1574 e il 1575 da Jacopo Zucchi.