La Centrale Montemartini, dove si incontrano l’archeologia industriale e i capolavori della Roma antica

La Centrale Montemartini è uno straordinario esempio di riconversione di un edificio di archeologia industriale in un museo in cui convivono, in uno sbalorditivo dialogo tra l’antico e il moderno, straordinarie opere d’arte classica con i macchinari industriali che venivano utilizzati nella Centrale, all’interno di un suggestivo edificio in stile Liberty.

Nata come centrale termoelettrica del 1912, nella zona industriale di Ostiense, aveva il compito di fornire energia elettrica alla città di Roma, che avanzava spedita verso la modernità. Dismessa negli anni ’60 del Novecento, la Centrale divenne sede museale nel 1997, con un allestimento unico nel suo genere che mescola, nei maestosi ambienti dell’edificio, turbine, motori diesel, caldaie a vapore con sculture, mosaici, sarcofagi ed altri preziosi reperti archeologici venuti alla luce durante gli scavi eseguiti a Roma tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, che raccontano Roma tra l’età repubblicana e quella tardo imperiale.

Tra i capolavori esposti, che comprendono sia le statue che adornavano i templi e gli edifici pubblici dell’Antica Roma sia le opere d’arte che decoravano le sontuose dimore private, spiccano il ciclo scultoreo che decorava il frontone del tempio di Apollo Sosiano, la statua colossale della dea Fortuna, e meravigliosi mosaici tra cui un grande mosaico con scene di caccia.

Una sala è dedicata al celebre treno di papa Pio IX, costruito nel 1859, di cui sono esposte tre carrozze: quella con la balconata da cui il papa benediva i fedeli, il vagone del trono, arredato come fosse un lussuoso appartamento privato e la vettura con la cappella consacrata, dove si tenevano le messe.

Una visita guidata da non perdere, in uno dei luoghi più incredibili e affascinanti di tutta Roma.

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