Oratori del Celio: tre luoghi sospesi nel tempo tra capolavori d’arte e leggende cristiane

Immersi nel verde là dove si incontrano due dei sette colli di Roma, il Palatino e il Celio, si ergono tre luoghi dal fascino irresistibile; adiacenti alla chiesa di San Gregorio Magno, gli oratori di Sant’Andrea, Santa Barbara e Santa Silvia sono veri e propri scrigni di capolavori dell’arte.

Oratorio di Santa Barbara
Il più antico dei tre oratori, risale al XII-XIII secolo e poggia sui resti di un’insula romana (edificio di condomini) con tabernae (gli odierni locali commerciali) del II-III secolo. E’ conosciuto anche come Oratorio del “triclinium pauperum” (mensa dei poveri) perché, secondo la tradizione, in questo luogo Gregorio Magno – salito al soglio pontificio nel 590 – e sua madre Santa Silvia servivano quotidianamente un pasto a 12 poveri, come gli apostoli di Gesù. Ancora oggi troneggia al centro dell’oratorio la tavola di marmo, risalente al VI secolo, utilizzata per servire il cibo. La leggenda narra che un angelo un giorno si sedette alla tavola vestito da povero: in memoria di questo fatto, nel XV secolo fu incisa sulla tavola la frase in latino Bis senos hic Gregorius pascebat egentes / angelus et decimus tertius accubuit (Qui san Gregorio nutriva i poveri / e un angelo sedette come tredicesimo) e, ogni Giovedì Santo, fino al 1870, il papa serviva qui il pranzo a tredici poveri.
L’oratorio venne restaurato all’inizio del 1600 per volere del cardinale Cesare Baronio, che fece impreziosire le pareti con un ciclo di affreschi datati 1602 opera di Antonio Viviani, detto il Sordo di Urbino, che ritraggono 11 momenti della vita di San Gregorio Magno, tra cui proprio l’Apparizione dell’angelo alla mensa dei poveri e con la statua di San Gregorio Magno benedicente, realizzata da Nicolas Cordier sempre nel 1602.

Oratorio di Sant’Andrea
Sorge sul luogo in cui si trovava la casa di San Gregorio e di sua madre Silvia. Anch’esso fu restaurato per volere del cardinale Cesare Baronio, poi dal cardinale Scipione Borghese e, a lavori ultimati intorno al 1608, l’oratorio si presentò rinnovato con una serie di straordinari capolavori realizzati tra il 1602 e il 1608 dai grandi maestri del Seicento, tra cui Guido Reni, Domenichino, Pomarancio e Giovanni Lanfranco, oltre a un soffitto ligneo a cassettoni, realizzato da Vittorio Ronconi nel 1607, nel quale è inserito lo stemma della famiglia Borghese.

Oratorio di Santa Silva
Mentre gli oratori di Santa Barbara e Sant’Andrea furono costruiti in epoca medievale, quello di Santa Silvia, dedicato alla madre di San Gregorio Magno, fu fatto erigere dal cardinale Cesare Baronio nel 1603, contemporaneamente ai lavori di rinnovamento eseguiti negli altri due oratori. Per le decorazioni furono chiamati anche in questo caso Guido Reni, che insieme a Sisto Badalocchio dipinse un eccezionale Concerto d’angeli nella calotta dell’abside, e lo scultore Nicolas Cordier, che realizzò la statua di Santa Silvia.

 

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